8/13 - 16/20

Orari di apertura Lun. - Ven.

327.199.6053

Chiamaci per una consulenza

Facebook

Search
 

SEPARAZIONE: A CHI SPETTA LA CASA FAMILIARE?

SEPARAZIONE: A CHI SPETTA LA CASA FAMILIARE?

Separazione - casa familiareL’art. 337 – sexies cod. civ., di recente introduzione, disciplina la sorte della residenza familiare in sede di separazione giudiziale dei coniugi.

A tal fine, la norma dispone come essa debba essere assegnata tenendo conto in via prioritaria dell’interesse dei figli (minori e maggiorenni non autosufficienti). Si pensi, a questo proposito, all’esigenza di permettere a questi ultimi di continuare a vivere nell’ambiente per loro consueto, in modo da evitare, auspicabilmente, una cesura con la situazione familiare e lo stile di vita antecedenti alla separazione. In quest’ottica, d’altronde, è bene rammentare come tutte le norme dettate nella materia in oggetto siano volte, anzitutto, proprio a proteggere il processo di crescita e lo sviluppo dei figli, consentendo loro di continuare a condurre, per quanto possibile, la stessa vita alla quale erano abituati.
A tal fine, pertanto, la norma impone che il giudice assegni la casa al coniuge convivente con i figli, fermo restando che il principio generale, in tema di provvedimenti ad essi relativi, resta quello dell’affidamento congiunto ai genitori (cfr. art. 337-ter cod. civ., principio già sancito dal vecchio testo dell’art. 155, novellato dal d.lgs. n. 154/2013).

In dottrina e giurisprudenza si discute, tuttavia, se, in subordine rispetto all’interesse suddetto, il giudice possa assegnare la casa familiare in base ad altre valutazioni di carattere, ad esempio, economico e abitativo, relative ai coniugi. A questo proposito, la tesi che sembra prevalente dà al quesito risposta negativa. In altre parole, si afferma che, malgrado il tenore letterale della norma, l’assegnazione possa avvenire solo laddove vi sia un interesse dei figli eventualmente presenti, restando invece preclusa ogni altra valutazione.

In ogni caso emerge come, indipendentemente dalla proprietà dell’immobile, il giudice possa assegnare il godimento di esso anche al coniuge non proprietario, in funzione, come si è detto, in via quantomeno principale e prioritaria, dell’interesse dei figli.

Da ciò si evince un importante corollario. L’assegnazione implica l’attribuzione di un diritto personale di godimento che non incide sulla titolarità dell’immobile, non può mai eccedere la durata della vita dell’assegnatario e non è alienabile. In altre parole, ciò che viene attribuito è solo il godimento (personale) della casa familiare, non la sua proprietà né altro diritto reale.
Malgrado ciò, è bene precisare come il provvedimento di assegnazione sia testualmente soggetto a trascrizione e pertanto opponibile ai terzi aventi causa (ciò implica che, ad esempio, il coniuge proprietario potrà senz’altro trasferire autonomamente l’immobile, ma solo così come gravato dal diritto di godimento in favore dell’assegnatario, stante la predetta opponibilità erga omnes).

La stessa norma, poi, ha cura di precisare come il diritto in questione cessi laddove l’assegnatario:
non abiti o smetta di abitare stabilmente nella casa familiare;
conviva more uxorio con altri;
contragga nuovo matrimonio.

In tutti i detti casi diviene possibile, per il coniuge titolare dell’immobile, chiedere la revoca dell’assegnazione e la restituzione della casa familiare. La medesima conclusione, inoltre, è praticabile laddove il medesimo coniuge si trovi nell’urgente e imprevista necessità di servirsi dell’immobile, in analogia con quanto disposto dall’art. 1809, 2° comma, cod. civ. in tema di comodato (cfr. Cass. Sez. Un. n. 13603/2004).

Da ultimo, giova precisare come del provvedimento di assegnazione si tenga conto in sede di regolamentazione dei rapporti economici nell’ambito della separazione. In altre parole, il sacrificio economico patito, a causa dell’assegnazione, dal coniuge proprietario, viene considerato ai fini della determinazione degli obblighi a suo carico. Le medesime conclusione sopra esposte sono proponibili con riguardo all’ipotesi di casa familiare in comproprietà fra i coniugi separati.

Avv. Nicola Sansone


Contatta lo Studio per maggiori informazioni

Chiedi un parere online in materia di diritto di famiglia

Torna agli Articoli

Torna alla Home

No Comments

Leave a Comment