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INTESTAZIONE DI BENI: DONAZIONE DIRETTA O INDIRETTA?

Avvocato Nicola Sansone - Studio Legale in Foggia - Civile e Societario > Diritto civile  > INTESTAZIONE DI BENI: DONAZIONE DIRETTA O INDIRETTA?

INTESTAZIONE DI BENI: DONAZIONE DIRETTA O INDIRETTA?

DonazioneNella prassi è assai frequente l’ipotesi del genitore che fornisce denaro al figlio al fine di consentirgli di acquistare un immobile. Spesso, anzi, è lo stesso genitore ad intervenire in atto e pagare in prima persona il prezzo. Orbene, la prassi in oggetto, che tipo di donazione realizza?

Occorre chiarire, al riguardo, come l’iniziativa in questione possa configurarsi in diversi modi e determinare conseguenze giuridiche assai variegate sul piano ereditario.

Di seguito si illustrano le possibili diverse ricostruzioni dell’operazione in commento alla luce della principale giurisprudenza sul punto.

1. DONAZIONE DIRETTA DEL DENARO1

La prima ipotesi che può verificarsi è quella della donazione diretta del denaro poi utilizzato dal figlio per l’acquisto dell’immobile. Tale donazione ricorre laddove l’oggetto della liberalità sia costituito dal denaro in sé, e non dall’immobile. In altre parole, la determinazione del figlio di impiegare il denaro per l’acquisto, si presenta del tutto autonoma, sotto il profilo causale, rispetto all’attribuzione del denaro. In conseguenza di ciò, oggetto di collazione e imputazione è il denaro e non l’immobile acquistato, che resterà in ogni caso in proprietà del donatario.

La donazione in questione, essendo diretta, deve rispettare la forma solenne di cui all’art. 782 cod. civ. ed essere perfezionata, pertanto, a pena di nullità, mediante atto pubblico in presenza dei testimoni.

2. DONAZIONE INDIRETTA DELL’IMMOBILE (INTESTAZIONE A NOME ALTRUI)2

Essa ricorre allorquando l’oggetto della donazione, ancorché formalmente risulti essere il denaro, sia in realtà costituito dall’immobile. Ciò avviene, ad esempio, laddove il genitore fornisca il denaro allo specifico fine di permettere al figlio l’acquisto di un appartamento. Variante dell’ipotesi in discorso è quella nella quale il genitore intervenga direttamente in atto pagando il prezzo (es. mediante adempimento del terzo o contratto a favore di terzo ex art. 1411 cod. civ.). In tutti i casi di cui sopra, infatti, la volontà del donante non è quella di arricchire mediante attribuzione di denaro, bensì di donare (indirettamente) un bene, secondo quanto previsto dall’art. 809 cod. civ..

In conseguenza di ciò, oggetto di imputazione e collazione è l’immobile donato indirettamente. Si deve precisare, tuttavia, come nelle ipotesi in commento, se da un lato risulti sempre esercitabile l’azione di riduzione, resti tuttavia preclusa quella di restituzione tesa a recuperare l’immobile donato. Si è affermato in giurisprudenza, infatti, come il presupposto dell’azione di restituzione sia che il bene fosse di proprietà del donante. Nel caso di intestazione a nome altrui, invece, il bene non entra mai nel patrimonio del donante, ma viene direttamente acquistato dal donatario. In conseguenza di ciò, nel caso di specie, ferma l’esperibilità dell’azione di riduzione, quella di restituzione deve ritenersi esclusa3.

In presenza di donazione indiretta, poi, non è necessaria la forma solenne di cui all’art. 782 cod. civ..

3. PAGAMENTO SOLO PARZIALE DEL PREZZO4

Può accadere che il genitore paghi solo una parte del prezzo, che per il resto sia pagato dal figlio con risorse proprie o mediante ricorso ad un mutuo.

Orbene, cosa viene donato, in tal caso?

La giurisprudenza precisa come non si possa configurare una donazione indiretta dell’immobile, la quale richiederebbe l’integrale pagamento del prezzo da parte del donante. E’ giocoforza ritenere, pertanto, che nel caso di specie debba parlarsi di donazione del denaro, diretta o indiretta, con tutto ciò che ne consegue sul piano della forma dell’atto, secondo quanto sopra illustrato.

Una donazione indiretta del denaro potrebbe realizzarsi, ad esempio, mediante una rinuncia alla restituzione della somma erogata a titolo di mutuo ovvero un adempimento parziale con rinuncia alla surrogazione.

Avv. Nicola Sansone

1Per tutte, Cass. n. 3642/2004; Cass. Sez. Un. n. 9282/1992; Cass. 20638/2005; sub art. 809, in GAROFOLI – IANNONE (a cura di), Codice civile e leggi complementari – Annotato con la giurisprudenza, Nel diritto editore, 2014, p. 675.

2Ibidem

3Così, Cass. n. 11496/2010.

4Cass. n. 2149/2014, sub art. 809, in GAROFOLI – IANNONE (a cura di), Codice civile e leggi complementari – Annotato con la giurisprudenza, cit., p. 675.

Avv. Nicola Sansone

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