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LO SCREENSHOT È UNA PROVA VALIDA (Cass. pen. n. 8736/2018)

CASSAZIONE: LO SCREENSHOT È UNA PROVA VALIDALa Corte di Cassazione, con la recentissima sentenza n. 8736/2018, ha sancito il principio della perfetta validità ed ammissibilità come prova in giudizio della copia cartacea di un cd. "screenshot" acquisito da un telefono cellulare o altro supporto informatico. La Suprema Corte, infatti, ha affermato come i dati di carattere informatico contenuti in un computer rientrino tra le prove documentali, e per l'estrazione di questi dati non occorra alcuna particolare garanzia; di conseguenza ogni documento acquisito liberamente ha valore di prova, anche se privo di certificazione, sarà poi il giudice a valutarne liberamente l'attendibilità.La Cassazione,...

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BUCHE STRADALI: SE SONO PREVEDIBILI, NON VI È RISARCIMENTO

BUCHE STRADALI: SE SONO PREVEDIBILI, NON VI È RISARCIMENTO La Corte di Cassazione, con la recente ordinanza n. 2298 del 30 gennaio 2018, si pronuncia ancora in merito alla risarcibilità del danno causato da insidie stradali, chiarendo come il risarcimento sia dovuto solo in presenza di non visibilità o non prevedibilità della "buca". La pronuncia in oggetto, infatti, ribadisce un principio più volte affermato dalla giurisprudenza della Suprema Corte ed ormai consolidato, in forza del quale la responsabilità dell'ente tenuto alla manutenzione del manto stradale è esclusa o limitata dalla prevedibilità o visibilità dell'insidia (oltreché dal caso fortuito). In tal senso, ad esempio, una buca di...

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CONSULTA: INCOSTITUZIONALE L’ART. 4, LEGGE “PINTO”

CONSULTA: INCOSTITUZIONALE L'ART. 4, LEGGE "PINTO" - La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 88/2018, dichiara l'incostituzionalità dell'art 4, l. n. 89/2001 in materia di equa riparazione per l'eccessiva durata dei processi, "nella parte in cui non prevede che la domanda di equa riparazione possa essere proposta in pendenza del procedimento presupposto." Fino a siffatta pronuncia della Consulta, infatti, l'art. 4, l. n. 89/2001, subordinava la possibilità di proporre la domanda di equo indennizzo, motivata dalla violazione del principio di ragionevole durata dei processi, alla circostanza che non fossero decorsi più di sei mesi dal momento in cui la decisione conclusiva del...

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COSTRUZIONE SU SUOLO COMUNE: OPERA L’ACCESSIONE – CASS. SS.UU. N. 3873/2018

COSTRUZIONE SU SUOLO COMUNE: OPERA L'ACCESSIONE -  La Corte di Cassazione si pronuncia, a Sezioni Unite, con la sentenza 16 febbraio 2018 n. 3873/2018, in materia di rapporti fra accessione e comunione, risolvendo un contrasto che si protraeva da tempo.Più precisamente, con l'anzidetta pronuncia la Suprema Corte chiarisce come, nel caso di costruzione realizzata da uno dei comproprietari sul suolo comune, operi l'accessione quale modo di acquisto della proprietà, e pertanto l'opera venga acquistata in comunione da tutti i comproprietari del suolo, abbiano o meno cotribuito alla realizzazione dell'opera. Afferma la Cassazione, infatti, come la disciplina dell'accessione abbia portata generale...

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CASSAZIONE: LA RESPONSABILITÀ MEDICA GRAVA ANCHE SULL’INFERMIERE

Cassazione: la responsabilità medica grava anche sull'infermiereÈ di pochissimi giorni fa una rilevante pronuncia della Corte di Cassazione (Cass. IV Sez. pen. n. 5/2018), la quale ha chiarito come l'infermiere sia un vero e proprio professionista sanitario, sul quale grava, pertanto, ogni conseguente responsabilità, sia sul piano civile che penale.La responsabilità gravante sull'infermiere, più precisamente, viene qualificata come del tutto autonoma e distinta da quella del medico. L'infermiere, infatti, ricopre una propria posizione di garanzia nei confronti del paziente, caratterizzata dall'assolvimento di specifiche mansioni, cui sono necessariamente correlate altrettante responsabilità. Ogni inadempimento, pertanto, dell'infermiere, nello svolgimento dei propri specifici compiti,...

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IMMISSIONI: CATTIVI ODORI IN CONDOMINIO?PUÒ ESSERE REATO

La Cassazione, con la sentenza n. 14467/2017 conferma un orientamento ormai consolidato in materia di condominio e immissioni, affermando la configurabilità del reato di cui all'art. 674 cod. pen. ("Getto pericoloso di cose") anche nell'ipotesi di odori molesti.Il punto di partenza del ragionamento è il rapporto fra art. 844 cod. civ. e art. 674 cod. pen..L'art. 844 cod. civ. disciplina sul piano civilistico le cd. immissioni indirette, vale a dire rumori, odori, fumi ed ogni altra "intrusione" non materiale proveniente da un determinato fondo e che si propaghi verso un altro. In linea generale, ogni proprietario ha diritto di godere...

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OCCUPAZIONE ABUSIVA DI IMMOBILI: RISARCISCE LO STATO

OCCUPAZIONE ABUSIVA DI IMMOBILI: RISARCISCE LO STATO - E' di poche settimane fa la pronuncia di una storica sentenza di merito in materia di occupazione abusiva di immobili e risarcimento del danno.Il tribunale di Roma, infatti, con sentenza n. 21347/2017 depositata il 15/11/2017 ha condannato il Ministero dell'Interno a risarcire il danno patito dal proprietario di un immobile occupato abusivamente. Il danno in questione sarebbe ravvisabile nell'impossibilità, per il suddetto proprietario, di trarre un reddito dall'immobile in questione, proprio in quanto abusivamente occupato; e del patimento di tale danno sarebbe responsabile il Ministero dell'Interno, nell'ipotesi di tardiva o mancata esecuzione dello sgombero...

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CASSAZIONE: SI ALLA SERVITÙ DI PARCHEGGIO

SERVITÙ DI PARCHEGGIO: IL SÌ DELLA CASSAZIONELa Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 16698/2017 ha espressamente ritenuto ammissibile la servitù di parcheggio, ribaltando l'orientamento tradizionale e consolidato, secondo il quale il diritto di parcheggiare integrerebbe in ogni caso un diritto di natura personale. Ad avviso della ricostruzione tradizionale, infatti, "il parcheggio dell'auto non rientra nello schema di alcun diritto di servitù, difettando la caratteristica tipica di detto diritto, ovverosia la "realità" (...

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DIVORZIO, CASSAZIONE: L’ASSEGNO NON DEVE GARANTIRE IL TENORE DI VITA PRECEDENTE

DIVORZIO, CASSAZIONE: L'ASSEGNO NON DEVE GARANTIRE IL TENORE DI VITA PRECEDENTEStorica pronuncia della Corte di Cassazione, la quale, con la sentenza n. 11504/2017, ribalta quasi trent'anni di consolidata giurisprudenza in materia di riconoscimento e quantificazione dell'assegno di divorzio. La sentenza in commento può essere sintetizzata come segue: l'assegno di divorzio, se ne sussistono i presupposti, deve garantire l'autosufficienza economica ma non lo stesso tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, come è invece stato sostenuto per lungo tempo. A partire, infatti, dalle storiche sentenze delle Sezioni Unite nn. 11490 e 11492 del 1990 (che intervennero a dirimere un contrasto preesistente), la...

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